La sentenza 27094-26 della Cassazione (depositata il 17-7-2026) annulla, con la formula “perchè il fatto non sussiste”, la condanna inflitta dalla Corte di appello ad una badante per maltrattamenti aggravati in danno di una coppia di anziani.

A seguito di rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale, il Giudici di seconde cure avevano ribaltato l’assoluzione di primo grado, evidenziando “ la condizione di disagio e di umiliazione in cui le persone offese erano costrette a vivere a causa delle deliberate omissioni dell’imputata: mancato cambio del pannolone dell’anziano allettato e disabile, incombenza alla quale non poteva dedicarsi la moglie, molto anziana; ritardo nel compiere le manovre per evitare a le piaghe da decubito, manovre poi eseguite così rudemente da farlo urtare contro il letto; somministrazione del cibo all’anziano in una posizione non corretta; reiterato utilizzo di parole offensive verso la definendola «pazza», «incompetente», «demente»).”.

La suprema Corte prende atto di quanto sopra e tuttavia esclude il reato contestato, in quanto “… nel caso in esame, non emerge una relazione fra le persone offese e l’imputata che – per continuità e intensità – sia andata oltre i contenuti di uno stabile apporto lavorativo, più volte malamente svolto con riflessi pesantemente (disturbanti per le condizioni materiali e psicologiche degli anziani coniugi, ma liberamente rescindibile in ogni momento.”.

La motivazione della Cassazione è tanto sintetica, quanto efficace e merita di essere condivisa.

 

27094-26