Con la sentenza 166, depositata ieri 7 novembre 2025, la Corte Costituzionale reputa legittima la norma di cui all’art. 85 bis DPR 309-1990 (” ipotesi particolare di confisca”), anche nei casi di reati in materia di stupefacenti, connotati dalla lieve entità.
Ben potranno, quindi, essere confiscati tutti i beni sproporzionati al reddito, in caso di condanna.
A tal fine, tuttavia, dovrà essere accertato lo “squilibrio incongruo significativo” tra i beni da assoggettare a confisca ed il reddito del reo, nel lasso di tempo del loro acquisto.
L’imputato avrà inoltre la facoltà di dimostrare la provenienza lecita dei detti beni, confiscabili se il loro acquisto sia avvenuto in epoca non troppo distante da quella della commissione del reato.
Nulla osta, infine, alla confisca nei casi di reati antecedenti al c.d. “decreto Caivano”, poiché essa non affligge ulteriormente la pena, ma è finalizzata ad impedire che il reo “possa continuare a godere di beni da lui illecitamente acquisiti attraverso precedenti condotte criminose”.